Negative SEO

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Definizione, esempi e come proteggersi

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La SEO (Search Engine Optimization) può assumere un significato positivo e uno negativo a seconda del fine ultimo per cui viene utilizzata. Nel secondo caso, parliamo di Negative SEO.

In questo articolo approfondiremo il concetto, capiremo come viene messa in atto e spiegheremo come riuscire a difendersi per proteggere il proprio business da chi cerca di danneggiarlo.

 

Argomenti

 

1 Cosa si intende per Negative SEO


2 Esempi di Negative SEO


3 Come proteggersi

 

Cosa si intende per Negative SEO

 

Per Negative SEO si intende il complesso di attività volte a peggiorare il posizionamento di un determinato sito web sui motori di ricerca. Si tratta di una serie di operazioni in grado di danneggiare i propri concorrenti riducendo la loro visibilità e quindi la loro presenza online.

 

In alcuni casi, la Negative SEO si traduce in una pratica posta in essere in maniera del tutto inconsapevole da parte dei SEO specialist…ma molto spesso non è così!

Per capire meglio il fenomeno, riportiamo nel seguente capitolo alcuni esempi pratici.

 

Esempi di Negative SEO

 

Link building negativa

 

Si tratta della creazione di collegamenti negativi al sito web ed è forse la pratica più diffusa. Permette a chi la utilizza di danneggiare la reputazione altrui attraverso collegamenti a contenuti specifici, ritenuti come poco attendibili da parte del motore di ricerca.

Link su pagine di scarsissimo valore vengono comprati in blocco e collegati con l’indirizzo che si desidera danneggiare. Di conseguenza, il motore di ricerca inizierà a considerare di scarso valore anche il sito colpito.

Non è una pratica costosa e necessita di poco tempo per essere realizzata. Inoltre, non sono necessarie specifiche competenze per farlo.

 

Duplicazione di contenuti

Quando altri utenti copiano di sana pianta i contenuti altrui o tentano di modificarli al minimo per farli passare come propri, si parla di furto. In tal caso, si parla di due possibili azioni negative:

 

  • Quanto copiato è indicizzato per primo sui motori di ricerca e quindi il lavoro originale viene penalizzato a favore di quello clonato.
  • La pagina copiata può essere riempita di parole chiave negative e di link collegati al sito originale. La qualità del traffico indirizzato al sito web della vittima viene quindi abbassata notevolmente.

 

Parasite Hosting

 

Quando gli utenti si intrufolano in un determinato sito web si parla di hacking e nel momento in cui si decide di minarne la performance SEO, il fenomeno prende il nome di parasite hosting. In tal caso, il malintenzionato procederà all'inserimento di parole chiave o link in grado di ridurne l’efficacia.

In alcuni casi, all’interno del sito web viene inserita una vera e propria pagina riempita con parole chiave o link che portano a risorse esterne. Ad un certo punto, il sito “bucato” viene penalizzato dal motore di ricerca, che considera la pratica come una cattiva sollecitazione all’indicizzazione.

Pur trattandosi di una tattica efficace, il parasite hosting è molto costoso, non solo in termini di risorse, ma anche di tempo.

 

Attacchi DDoS (Distributed Denial Service)

 

In tal caso, il malintenzionato manda in crash il sito web attraverso un numeroso insieme di richieste d’accesso. Di conseguenza, il web server subisce un carico talmente forte da far cadere il sito, rendendolo inaccessibile e generando errori 5xx.

Dal punto di vista SEO, tale pratica è disastrosa. Infatti, Google prevede un numero preciso di ore di inaccessibilità dei siti web, superate le quali decide di non tenerli più in considerazione.

 

Come proteggersi dalle pratiche di Negative SEO

 

Link building negativa

 

Un modo efficace per proteggersi è quello di controllare frequentemente le parole chiave con cui il proprio sito è posizionato sui motori di ricerca.

A tal riguardo, uno tool particolarmente utile è Google Search Console. Attraverso questo strumento, è infatti possibile vedere la lista di link che rimandano al sito in questione e quindi controllarne l’autorevolezza. In caso di link nocivi, questi possono essere rifiutati attraverso gli strumenti messi a disposizione dalla piattaforma stessa.

 

Duplicazione di contenuti

Evitare la copia di un determinato contenuto è molto difficile, ma un modo per proteggersi è quello di mantenere una sitemap XML sempre sincronizzata.

Attraverso questo strumento non solo il furto è scoraggiato, ma è anche possibile far capire al motore di ricerca che un certo contenuto è stato pubblicato prima da voi e solo in un secondo momento dal ladro in questione.

 

Parasite Hosting

 

Nel momento in cui vi accorgete che il vostro sito è indicizzato con parole chiave insolite, probabilmente il danno è già stato fatto.

L’unico accorgimento, è quello di mantenere sempre aggiornate le misure di web security.

 

Attacchi DDoS

 

Una corretta cyber security è l’unica soluzione per proteggersi dagli attacchi DDoS.

Firewall e sistemi di rilevamento di connessioni anomale dovrebbero sempre essere attivi. Inoltre, consigliamo alle grandi aziende di utilizzare per i propri sistemi solo gli hardware e la larghezza di banda necessari: eccedere rende più propensi a subire attacchi DDoS.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 







 

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